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Category Archives: LOW SEASON-BASSA STAGIONE

Capo Caccia

The enchanting underground world of Capo Caccia

 

If you got bored by beaches, a good thing to do is to visit Capo Caccia, about 20 km to the north-west of Alghero (85 km from Blulatte).

Capo Caccia is an enormous bluff dropping sheer into the sea that owes its name to the pastime of the 19th-century noblemen who used to shoot down pigeons from their boats. Looking down from its sheer cliffs is a unique experience. If you are not afraid of heights there’s a vertiginous 656-step stairway, the  fascinating Escala del Cabirol , which starts from the esplanade of Capo Caccia and descends 110m reaching the spectacular Neptune’s Caves at sea level.

This famous cave is a enchanting, underground fairyland of stalactites and stalagmites.

If you prefer a more comfortable access, the caves can be accessed from the sea by boats leaving from the city’s port or from Alghero, sailing through waters which at one time were home to the monk seal and today are a rich marine habitat: the Marine Protected Area of Capo Caccia – Isola Piana.

Tours of the caves take you through narrow walkways flanked by forests of curiously shaped stalactites and stalagmites, nicknamed the organ, the church dome (or warrior’s head) and so on. At its furthest point the cave extends back for 1km, but a lot is not open to the public, including several freshwater lakes deep inside the grotto.

There are plenty of day trips to the cave, last around 45 minutes and cost around 10 euros. (In bad weather the grotto is closed)

A walk across Isola Piana deserves a bit of birdwatching: the magic colors of the cliff are made even more precious by spying some eagle, a peregrine falcon or a stormy petrel .

The area around Capo Caccia is very interested for divers. There are about 20 dive sites where probably the most interesting are wrecks.

san pietro kitesurfing

10 things to do in North Sardinia (adventure lovers)

If you are planning to travel to Sardinia you have surely made researches on internet about things to do in North Sardinia especially the “best beaches” and the “top sightseeings”. You probably know everything about “nuraghi”, and you are pretty well-informed on the beauty of Porto Cervo and Costa Smeralda. Well, almost every touristic website on Sardinia inform you on this. We are not pretending that famous sites as Costa Smeralda and La Maddalena are ugly places. Definitely not. Yet we are saying that in north Sardinia there is much more to see, and that there are sites much less expensive and crowded.

BLuLatte holiday house is located in Anglona region (just close to the famous Gallura region): from there it’s possible to undertake day trips and excursions aimed at discovering the north of Sardinia.
Here a top list of things to do in North Sardinia for LOVERS OF ADVENTURE & SPORT, being based in Blulatte. It’s a top list of thing to do in North Sardinia both in LOW SEASON and summer.
  1. horse-riding on the Mountains or by the Coghinas’river, or by the seaside.
  2. canoeing or kayaking down the Casteldoria Thermal Baths to the Coghinas’s delta
  3. diving in Costa Paradiso or Isola rossa
  4. trekking on Monte Limbara
  5. climbing on Monte Ruju
  6. visiting Capo Caccia and Neptun’s Caves
  7. kite-surfing on Coghinas’ delta (when the mistral blows)
  8. canoeing on Coghinas’ Lake
  9. parashouting from Monte Ossoni
  10. bike-riding from BluLatte down to Costa Paradiso (or some other itinerary in Gallura)

cala spinosa 1

(Italiano) Cala Spinosa

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rena majori 3

(Italiano) Rena Majori

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rena bianca spiaggia r

Rena Bianca

Rena bianca è bella e comoda.

Dal 1987 detiene la Bandiera Blu d’ Europa e ha ottenuto anche un’altro importante riconoscimento la Bandiera Verde dai pediatri italiani quale spiaggia a misura di bambino.

rena bianca
È anche molto comoda perchè è a due passi dal centro, ha una comoda scala di accesso e bellissima spiaggia con accesso, un servizio di salvataggio ed inoltre lettini, ombrelloni e pedalo’ in affitto e ristorante sul mare. Il parcheggio a pagamento è molto ampio.

rena bianca gente
Unica pecca è che è un po’ piccolina per cui chi prima arriva meglio alloggia in ogni caso anche se la spiaggia e’ piena  ci si diverte in acqua.

Col suo fondale di sabbia bianca e l’acqua azzurra-smeraldo non ha niente da invidiare ai Caraibi.

PS: Quando soffia il maestrale per via delle onde divertimento assicurato. rena bianca spiaggia r

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Horse riding paths in North-West Sardinia

La Sardegna è famosa per i suoi cavalli. Accanto all’allevamento dei cavalli, si è sviluppata l’equitazione. Tutta la costa tra La Ciaccia e Castelsardo è percorribile a cavallo. Segnaliamo 5 maneggi più o meno vicino a casa che offrono itinerari molto diversi tra loro
  1. Tra le escursioni più alla portata partendo da BluLatte ci sono quelle sul delta del fiume Coghinas, organizzate dal Circolo Ippico vicino alle Case Vacanze “Sa Fiorida” vanno da 1 ora a una giornata intera: passeggiate in spiaggia e nella pineta di San Pietro, lungo la costa tra La Ciaccia e Castelsardo ed anche nell’entroterra, sul Monte Ossoni (tra La Ciaccia e Castelsardo) che con i suoi 348 metri  regala una buna panoramica del golfo dell’Asinara.
  2. Un altro maneggio molto vicino si trova  presso il Parco San Giovanni a Viddalba. L’associazione “Amici del Cavallo”  organizza corsi di equitazione e tutto ciò che occorre per garantire delle stupende escursioni a cavallo attraverso le colline Viddalbesi dotate di innumerevoli punti di ristoro per degustare gli ottimi vini locali accompagnati salumi e formaggi di rara qualità.
  3. Un altro agriturismo dove noleggiare cavalli è l’Agriturismo Ruspina a pochi chilometri da Castelsardo da cui si può raggiungere facilmente il Monte Ossoni.
  4. L’agriturismo Istulargiu offre numerosi percorsi  sul monte Istulargiu e nei dintorni.
  5. La zona di Erula è interessante per i boschi e per gli scorci sul Lago Coghinas.  Un percorso di 7 km parte è SA MELA – SU BALLARIANU. Partendo dall’abitato di Erula, percorrere la strada provinciale n. 2 Erula – Sa Mela, quindi svoltare a destra in prossimità del bivio della Madonnina. Si percorrono in salita circa 2 km di strada asfaltata, dopodichè si arriva sulla cima del monte Sa Ruinosa dal quale si può apprezzare un bellissimo panorama boschivo composto da essenze tipiche della vegetazione sarda miste a pini ed abeti introdotti recentemente. Particolarmente suggestivi sono pure gli scorci verso il lago Coghinas sul versante 24 Chiesa campestre a Sa mela – Erula, che possono ammirarsi seguendo le diverse piste realizzate per le opere di rimboschimento, percorrendo le quali ci si addentra nel bosco e si ha modo di visitare tutta la zona. Per attraversare tutto il crinale proseguire nella sterrata a destra e dopo circa 3 chilometri riprendere la strada asfaltata per un altro chilometro. A questo punto, svoltando nella sterrata a sinistra si arriva all’area di sosta della fonte “Sa Ruinosa”; proseguendo invece nella sterrata a destra si scende lungo il versante che porta in località “Su Ballarianu”, dove si può apprezzare un paesaggio caratterizzato dalla presenza di una fitta macchia mediterranea, composta prevalentemente da mirto, corbezzolo e lentischio. Il percorso termina dopo 2 km ricollegandosi alla strada provinciale n. 2 alla periferia dell’abitato di Erula. È un percorso ideale per escursioni in bicicletta, a cavallo o per un picnic.
  6. Agriturismo Monte Entosu (Sedini) dispone di cavalli utilizzabili per compiere delle escursioni e l’Agriturismo S’Ammutu (Nulvi) organizza su richiesta escursoni a cavallo. Un percorso consigliato è quello SU SASSU – PIANUEDERAS – SAN PANCRAZIO di 9 km. Dalla strada provinciale n. 17 Tergu -Nulvi, svoltando a sinistra all’altezza del chilometro 9 in direzione Nulvi si segue il tracciato di una vecchia mulattiera che attraversa un’area dove il paesaggio è caratterizzato dall’alternarsi di campi coltivati a cereali con splendide sugherete dal fitto sottobosco e dove è possibile ammirare esemplari secolari di leccio e roverella. La mulattiera che si percorre è asfaltata soltanto per i primi 500 mt, dopodichè si svolta a sinistra e si prosegue per altri 500 mt fino al termine del tratto asfaltato. Si arriva quindi in prossimità di un bivio e si prosegue prendendo la sterrata a sinistra. Dopo 3 km la mulattiera raggiunge un altro bivio dove bisogna svoltare a destra e proseguire per altri 3 km. A questo punto si raggiunge un ponticello che attraversa un piccolo fiume e, oltrepassato questo, andando ancora a destra si arriva alla chiesa di San Pancrazio. Lungo il percorso, è possibile visitare diversi nuraghi che si trovano a breve distanza dalla mulattiera. NOTA: Il 12 maggio viene organizzata la festa campestre e viene offerto a tutti i partecipanti un pranzo a base di pietanze tipiche.

Tomba-giganti

Visita alla Tomba dei giganti e al nuraghe la Prisgiona

Coddu Vecchiu è uno dei monumenti più suggestivi della Sardegna nuragica. Durante l’età del bronzo (3300 – 700 aC), la civiltà nuragica costruì le cosiddette Tombe dei Giganti che devono il loro nome alle leggende locali che volevano che ospitassero salme umane alte 10 metri.  In realtà le tombe erano così grandi perchè erano tombe pubbliche, ossia, come dimostrano i ritrovamenti ossei ospitavano molti corpi dalle  decine al centinaio.  Il popolo nuragico costruiva due distinti tipi di tombe pubbliche: il “tipo a blocco” costruito con grandi blocchi rettangolari e il “tipo a lastra” con giganti monoliti di granito locale, sbozzati e irregolari affiancati in una lunga fila. Le tombe di Coddu Vecchiu sono della varietà di tipo lastra. Le lastre sono alte uguali tranne la lastra centrale, nota come stele centrale, che è più alta : circa 4 metri  e quasi 2 metri di lunghezza, ed ha una porta scolpita al suo centro. È decorata da una cornice nei bordi e con al centro un piccolo portello d’ingresso che conduce alla camera sepolcrale.  La piccola porta è una falsa porta di ingresso: i defunti venivano calati dall’alto mediante lo spostamento di una delle lastre di copertura. La porta simbolica era probabilmente una sorta di barriera tra il mondo fisico e l’aldilà, usata per facilitare il passaggio nell’aldilà. Oltre la porta della stele si trovano una tomba rettangolare ed una camera sepolcrale di 5-15 metri di lunghezza ed 1-2 metri.Non si conosce il rituale di sepoltura e non si sa se venivano inseriti direttamente i corpi o addirittura soltanto le ossa.
Si parla molto del fatto che il sito è luogo di potenti fonti di energia naturale, e fu scelto come luogo di sepoltura per questo motivo. Si dice che esistano canali di “energie telluriche e forze magnetiche” e che il popolo nuragico conoscesse bene queste forze ed intese usarli per scopi sepoltura. L’energia positiva che emana dalla zona si credeva fornisse un ringiovanimento “supernaturale”, e si ritiene che tale energia positiva consentisse al deceduto un agevole passaggio nell’aldilà. Le lastre sono disposte in posizione semi-circolare, e si ritiene che questo schema era in allineamento con le linee di energia telluriche, e che l’energia fosse catturata in ogni singola lastra. Questa energia confluirebbe dalle porte alla lastra centrale. Il malato veniva posizionato sulle pietre, nella speranza di essere guarito. L’energia, si credeva, beneficiava anche i morti, aiutandoli a separare l’anima dal corpo fisico. In ogni caso l’esedra a mezzaluna è uno schema simbolico: come la croce della chiese cristiane ripetono il simbolo del sacrificio del salvatore, così la mezzaluna suggerisce le corna del toro, divinità che insieme alla grande madre proteggeva i morti. L’edificio della vera e proprio tomba rappresenta il muso del toro.
I materiali restituiti dallo scavo (tegami, ciotole, vasi) consentono di datare la prima fase della tomba alla cultura di Bonnanaro (antica età del Bronzo, 1800-1600 a.C.). Aggirarsi tra questi imponenti monoliti testimoni di oscure civiltà arcaiche fa decisamente bene allo spirito.  Per approfondire il lato magico e misterioso di queste costruzioni si rimanda a http://www.luoghimisteriosi.it/argomenti/tombedeigiganti.html
Suggestive sono anche le vigne che circondano la zona archeologica. Vigne di Vermentino, che dagli anni ’80 con le loro note floreali, mielose, di agrumi, erbe aromatiche, salsedine, lavanda che si alternano, sono partite alla conquista del mondo con l’etichetta Capichera. Chissà magari è proprio l’influsso delle forze magnetiche che le ha rese così buone e insolite!

Per arrivare: Da La Ciaccia si segue per Calangianus,  Sant’Antonio di Gallura-Arzachena. Si svolta quindi a s. per Capichera e, dopo poche centinaia di metri, lasciata la macchina, si imbocca un sentiero che porta, dopo un breve tratto, davanti alla tomba.